Globalizzazione 4.0 – Ruolo ed impatto sull’economia delle tecnologie emergenti nel paradigma della Globalizzazione 4.0

Il fenomeno della globalizzazione parte da lontano e comprende significativi cambiamenti nella relazione economica e sociale tra persone, aziende ed istituzioni. Tutti noi più o meno siamo parte di questo processo che vede l’accorciamento delle distanze e la standardizzazione di stili di vita unito ad una presenza sempre più globale di alcuni soggetti economici.

Negli ultimi anni, con l’avvento delle tecnologie emergenti e l’affermarsi del paradigma di industria 4.0, la globalizzazione è diventata sempre più un fenomeno che ci riguarda da vicino e che ci permette di assumere un ruolo attivo nel favorire una globalizzazione di successo che si traduca in una crescita inclusiva ed equa in tutti i paesi e all’interno di essi.

Oggi infatti non possiamo più considerarci passivi rispetto a questo fenomeno in quanto le nuove tecnologie abilitano un diverso ruolo di ognuno di noi per questo obiettivo.

In questa prospettiva, bisogna concentrarsi sulle implicazioni dell’attuale trasformazione del contesto economico, sociale, geo-politico ed ambientale, definendo a livello globale i propositi per affrontare il futuro in modo costruttivo e collaborativo. Stiamo assistendo alla cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale, forgiata da nuove tecnologie avanzate, dove il mondo digitale e quello fisico-biologico si combinano per dare vita ad innovazioni che avanzano con velocità e su scala senza paragoni nella storia dell’umanità.

Questa metamorfosi sta radicalmente cambiando il modo in cui i singoli individui, le aziende e le istituzioni si relazionano gli uni con gli altri dirigendosi rapidamente verso una nuova fase di cooperazione globale, quella appunto della Globalizzazione 4.0.

Digital Transformation – Digitalizzazione e Diffusione Digitale

Quando parliamo di trasformazione digitale (Digital Transformation), spesso la confondiamo con la Digitalizzazione, in realtà sono fenomeni collegati ma diversi.

La Digitalizzazione si riferisce all’utilizzo delle tecnologie digitali per gestire in modo innovativo e, sempre più spesso automatico, i processi aziendali per sfruttare i vantaggi delle tecnologie digitali emergenti nel rendere più efficiente la nostra impresa ed ottimizzare il nostro business model.

La Digital Transformation invece è un fenomeno molto più ampio che sta modificando radicalmente la nostra società, la nostra economia e le nostre istituzioni sfruttando la digitalizzazione come fenomeno abilitante.

Tutto questo è possibile grazie alla Diffusione Digitale, ovvero la crescente e pervasiva presenza delle tecnologie digitali nella nostra vita quotidiana.

Quindi la Digitalizzazione abilita la Digital Transformation attraverso la Diffusione Digitale.

Ora, non possiamo considerare il ruolo e l’impatto delle tecnologie digitali emergenti solo su scala locale e relativa ad una singola azienda. In una visione olistica dobbiamo considerare il ruolo che esse avranno nel divenire della globalizzazione e quindi considerarle fattori dirompenti per questo processo.

Tecnologie Digitali Emergenti

Ma a cosa esattamente ci riferiamo quando parliamo di tecnologie digitali emergenti che avranno un ruolo nella globalizzazione 4.0?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo valutare alcune delle tecnologie che vengono considerate di grande impatto e fortemente dirompenti sui business process aziendali ed istituzionali.

Tecnologie in grado di modificare per sempre il funzionamento delle organizzazioni adducendo degli elementi di innovazione che vanno ben oltre la semplice digitalizzazione e la dematerializzazione.

Tecnologie in grado di contribuire in modo determinante al problem solving tipico del funzionamento di un sistema organizzativo semplice o complesso.

Per brevità non potremmo analizzarle tutte ma ci limiteremo a quelle che, in ordine di impatto, consideriamo maggiormente dirompenti: Intelligenza Artificiale, Internet of Things (IoT), Blockchain e Robotic Process Automation.

Introduciamo brevemente ognuna:

Intelligenza Artificiale: la chiamiamo intelligenza ma nei fatti è ben lontana dalla nostra intelligenza umana. Più che altro, è un software che viene programmato non per eseguire una specifica e determinata azione ma per imparare come reagire al verificarsi di un evento attraverso un procedimento esperienziale. Dopo la codifica, prima di poter funzionare, questo software necessita di essere addestrato; successivamente sarà in grado di rispondere ad istanze nuove attraverso un semplice procedimento cognitivo.

Ad esempio, riconoscere una fattura non perché programmato con le specifiche posizioni dei testi nel documento ma perché in grado di capire cosa realmente contiene il documento. In questo modo, non abbiamo bisogno di programmare il software per riconoscere tutti i modelli di fattura ma basta solo insegnargli come è fatta una fattura. Successivamente, il software sarà in grado di riconoscere tutti i tipi di fattura a prescindere dal modello utilizzato.

Internet of Things o Internet delle cose: semplicemente potremmo definirli gli oggetti che si connettono alla rete per interagire con altri oggetti o con le persone. E per oggetti intendiamo soprattutto oggetti complessi tipo Autoveicoli, Elettrodomestici, Wearables (oggetti che si indossano, tipo orologi etc.), Smartphones, Dispositivi medici e così via.

In concreto, l’IoT aggiunge a questi oggetti di uso comune la possibilità di eseguire del software e la connessione alla rete Internet, permettendo lo scambio di dati e la conseguente azione/reazione specifica.

Blockchain: spesso confusa con la moneta Bitcoin, questa meravigliosa tecnologia in realtà nasconde tesori ben più ricchi della semplice criptovaluta. Blockchain è la tecnologia che permette il funzionamento di Bitcoin ma con esso non ha altri legami e non è nato solo per questo. E’ un ingegnoso sistema di concatenamento (chain) delle informazioni in blocchi consecutivi (block) tal per cui non è più possibile la modifica di un dato senza invalidare tutti i dati successivi a quello modificato, la cosiddetta immutabilità delle informazioni. Questa proprietà è di notevole interesse nelle transazioni di tutti i tipi, sia commerciali che istituzionali.

Blockchain permette anche la decentralizzazione dei processi favorendo la disintermediazione dagli organismi/organizzazioni centrali. Rivestirà un ruolo molto importante nel divenire dello sviluppo in ottica Globalizzazione 4.0

Robotic Process Automation o RPA: nata come tecnologia che mima l’interazione uomo macchina per l’esecuzione di task ripetitivi, l’RPA oggi si sta evolvendo con l’acquisizione di capacità cognitive che permettono al software di risolvere un processo decisionale anche in presenza di eventi non previsti. Questo è possibile grazie alla convergenza dell’Intelligenza Artificiale con questa tecnologia, che ne modifica l’esecuzione del problem solving da deterministico a probabilistico. 

Come detto, la lista delle nuove tecnologie potrebbe continuare ancora. Tuttavia, in questo articolo non possiamo analizzarle tutte.

Ora, considerando che la globalizzazione è il fenomeno che rappresenta l’intensificarsi degli scambi commerciali e la sempre maggiore interdipendenza tra le nazioni, ed ovviamente una maggior interdipendenza tra le persone, l’innesto delle tecnologie digitali emergenti nel cuore dei processi gestionali alla base del fenomeno non possono far altro che creare un’innovazione dirompente che, se non qualificata attraverso l’innesto di politiche sostenibili ed inclusive, può portarci lontano da quello che sarebbe equo: un’innovazione sostenibile ed inclusiva, appunto.

Queste nuove tecnologie digitali non si limitano a contribuire solo all’efficienza del processo gestionale ma creano nuovi modelli di business che prima erano semplicemente impensabili. L’Industria 4.0, infatti, rappresenta proprio la base di un modello rivoluzionario di produzione e gestione aziendale.

Ad esempio, la Supply Chain che fino a pochi anni fa beneficiava dell’Information Technology quale fattore fluidificante foriero di efficienza organizzativa, oggi si sta evolvendo verso l’Orchestrazione di Ecosistemi con una preponderante necessità di analisi dei dati.

L’Impatto della Quarta Rivoluzione Industriale nella Supply Chain

Con il termine “supply chain” si intende un complesso di organizzazioni, persone, attività, informazioni e risorse necessarie per trasferire un prodotto o un servizio dal fornitore al cliente finale.

L’avvento delle tecnologie digitali ha imposto alle aziende un modo nuovo di relazionarsi all’esterno e all’interno della propria organizzazione. Per produrre beni o servizi, una azienda utilizza un insieme di risorse tecniche a servizio di un insieme di risorse umane. Tali risorse si relazionano tra loro grazie alla supply chain, facendo uso di mezzi di comunicazione e trasmissione.

In fabbrica i vari semilavorati sono trasferiti tra i vari reparti per le dovute lavorazioni. Gli operai, in seguito all’approvvigionamento delle materie prime, costruiscono o assemblano dei semilavorati per creare il prodotto finito. Tutto ciò fa parte del flusso fisico dei prodotti, che parte dal fornitore e arriva al cliente finale. Non bisogna però trascurare il flusso informativo durante questo processo, che si muove in senso opposto a quello fisico e include qualsiasi scambio di dati necessari per l’espletamento dell’ordine.

Il flusso informativo generato da queste attività in passato era gestito prevalentemente da persone che scrivevano o leggevano dati che poi sarebbero stati aggregati per le statistiche. Oggi l’Internet delle Cose (IoT) ci permette invece di ottenere un flusso del tutto creativo: le informazioni sono scambiate direttamente dagli oggetti senza intermediazione umana. Quindi un pezzo in lavorazione comunica direttamente con la macchina che poi trasmette i dati al computer.

Ecco che emerge l’importanza dell’innesto delle nuove tecnologie digitali emergenti all’interno dei processi che guidano la supply chain, al fine di ottimizzarne le performance.

I processi di supply chain sono fortemente interessati dalla trasformazione digitale e l’obiettivo finale della trasformazione digitale in questo campo è quello di arrivare prossimamente a supply chain in gran parte autonome, con capacità di autoregolarsi e decidere come reagire a eventi e cambiamenti.

Un fattore chiave in quest’ottica è l’implementazione sistematica dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito supply chain, per la sua ampia applicabilità e la capacità di affrontare in modo proattivo problemi aziendali complessi lungo tutta la catena.

Tale tecnologia, infatti, permette di sfruttare il valore dei dati e contemporaneamente di mettere in luce eventuali criticità presenti lungo la catena prima che si verifichino, raccomandando azioni prescrittive per una supply chain più smart e più agile.

Andando in profondità nell’analisi dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi aziendali, tra i benefici di quest’ultima possiamo annoverare: la capacità di ottimizzare le scorte aumentando l’accuratezza delle politiche di riordino, la distribuzione predittiva per migliorare il demand planning per la produzione, l’automatizzazione delle decisioni di operatività quotidiana e, dulcis in fundo, la riduzione dei costi.

Tra le altre tecnologie che rivestono un ruolo fondamentale nell’innovazione della supply chain e, conseguentemente nella sua ottimizzazione, vi sono inoltre l’analisi cognitiva, che avrà un impatto dirompente sul problem solving nei prossimi anni, i cosiddetti digital twins, ossia rappresentazioni digitali di prodotti fisici che consentiranno una customizzazione dei prodotti sempre più spinta, ed infine la tecnologia blockchain, le cui potenzialità già ad oggi sembrano presentare un crescente entusiasmo nei supply chain managers.

Come si può notare, i vantaggi che i processi di supply chain possono ottenere grazie all’innesto delle tecnologie emergenti all’interno di questi ultimi sono molteplici. Pertanto, in un mondo che avanza celermente verso i nuovi progressi della Digital Transformation e in un mercato in cui il cliente finale dispone di sempre più numerose scelte, è fondamentale per le aziende investire nell’innovazione della supply chain al fine di tutelare la propria competitività.

Al contempo, nella spirale di un’evoluzione futuristica, non bisogna trascurare un aspetto essenziale: la sostenibilità. Nell’economia tradizionale, la produzione può essere rappresentata come un processo lineare: materie prime, componenti, prodotto finito, uso del prodotto, smaltimento. Nel futuro, lo spreco di risorse sarà considerato sempre più inaccettabile e, di conseguenza, dovrà essere minimizzato quanto più possibile. Ecco dunque che si introduce il concetto di “circular economy”, che prevede la progettazione di una supply chain in cui i prodotti dell’azienda abbiano un ciclo di vita circolare. Ciò significa che il maggior numero possibile, se non la totalità, di componenti utilizzati per realizzarlo può essere riciclato, ossia recuperato e riutilizzato.

In quest’ottica, l’obiettivo risulta quello di dare valore al cliente minimizzando gli sprechi. Al fine di perseguire tale obiettivo nel modo più efficiente, c’è bisogno che la supply chain risulti essere automatizzata. Ed ecco che entrano nuovamente in gioco le tecnologie di cui prima abbiamo discusso. L’utilizzo di tecnologie quali Intelligenza Artificiale e/o Internet of Things in uno scenario automatizzato può infatti consentire alla supply chain di concretizzare i principi della circular economy, lavorando in modo autonomo e diventando così un ecosistema autosufficiente.

Le opportunità e i benefici senza precedenti derivanti dalla Digital Transformation sono, tuttavia, associati a nuovi interrogativi. Come è possibile costruire un futuro digitale sostenibile e inclusivo?

Le istituzioni e i principi esistenti devono necessariamente essere ridisegnati per poter rispondere efficacemente alla celere trasformazione digitale e alla sua natura distribuita. Le decisioni che vengono prese oggi plasmeranno il mondo per le generazioni future; pertanto, la collaborazione e l’innovazione rappresentano la base da cui iniziare al fine di delineare insieme il destino complessivo della società odierna. Bisogna modellare il futuro dell’economia e della società digitale attraverso una piattaforma di cooperazione globale per erigere un’economia digitale che sia, appunto, sostenibile e inclusiva. 

Per concludere, la globalizzazione 4.0, attraverso il pervasivo utilizzo delle tecnologie digitali emergenti, dovrebbe equalizzare alcune delle disparità esistenti a livello planetario, favorendo un’innovazione sostenibile ed inclusiva che permetta una crescita equa e difendibile a beneficio di tutte le persone, anche quelle che popolano aree geografiche ancora poco sviluppate.

Le nazioni evolute dovranno sempre più considerare anche l’aspetto etico nell’attuazione delle proprie strategie di sviluppo senza perseguire il solo profitto ma considerando anche i benefici a lungo termine che vedono l’inclusione e la sostenibilità come fattori determinanti per lo sviluppo globale.

Quest’articolo è stato pubblicato sulla rivista Economistas #165, per leggere l’intera pubblicazione scientifica clicca qui.

Grazie a cemad.es per l’immagine.

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